Un articolo è apparso su La Repubblica il 22 ottobre 2017 riguardante la tossicità sul fegato di integratori alimentari di origine botanica, in particolare ad uso dimagrante e per il miglioramento fisico. Uno studio negli Stati Uniti d’America sostiene che circa il 20% dei casi di epatotossicità è dovuto all’abuso di prodotti basati sui botanicals. La presenza di claim non verificati, liste di ingredienti incomplete, impurezze non controllate, certamente non danno una immagine di qualità degli integratori alimentari.

Nel mercato Europeo esiste un controllo maggiore rispetto agli USA sugli integratori alimentari, che ne garantisce sicurezza ed efficacia. Infatti, in Italia non sono stati segnalati dati di epatotossicità. Tuttavia, la possibilità di acquistare prodotti in internet da fonti incerte, così come l’abuso di questi prodotti ignorando le indicazioni in etichetta, potrebbe mettere in pericolo la salute dei consumatori.

Dal punto di vista di un’azienda, misurare e comunicare la qualità serve a distinguersi dai competitors. Avere fonti di materie prime certe e qualificate è solo il punto iniziale. Da un lato è fondamentale dimostrare che gli ingredienti sono efficaci ed esprimere il concetto in etichetta in modo corretto con claim adeguati. Dall’altro lato diventa importante valutare la tossicità per organi target. Fra gli organi target, che come insegna questa storia, dovrebbe stare anche il fegato. Escludere con dati scientifici che anche a dosi eccessive non si abbiano effetti negativi sulla salute dei consumatori è segno di serietà.

ECSIN può supportare le aziende che vogliano qualificare i loro prodotti, attestandone l’alta qualità per efficienza e sicurezza. E per finire sui giornali solo con notizie positive.

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